05/07/2010

Coriandoli di abitudini strappate

dipinti_moderni_astratti_Cuore_spezzato_in_due.jpg "Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato."(Erri De Luca) Peccato che questa dolcissima somma che trascende le sue parti sia soggetta anche al processo inverso. Ci si innamora, si costruisce un binomio vincente. Poi una variabile impazzita infrange la perfezione dell’equazione e le prospettive cambiano, le strade si dividono. Ci si lascia. Da due ad uno. E allora c’è il male del distacco, la rabbia per le promesse infrante, la vertigine della solitudine. Cosa rimane, dopo la divisione? Il suono secco di un’illusione spezzata. Un pervasivo senso di spaesamento. La necessità di reinventarsi la vita, di ritrovare la propria identità in quanto singoli, imparando di nuovo a pensarsi al di fuori della coppia. Un’irrazionale paura del silenzio, associata alla necessità di coprire il lacerante rumore di fondo con un carnevale di attività. Sul pavimento permangono coriandoli di abitudini strappate e infiniti ricordi, ormai unica capitalizzazione possibile per gli investimenti emotivi. Solo che con i ricordi non si può costruire il futuro:  ci si può solo arredare il passato.

Commenti

Succede tutti i giorni, peccato che non dura!

Scritto da: Nirvam | 05/07/2010

Quanto mi ritrovo nelle tue parole!

Scritto da: Layura | 05/07/2010

Beato l'ottimista che vede un opportunità in ogni sconfitta (anche in amore).

Scritto da: villa-toscana | 05/07/2010

http://www.youtube.com/watch?v=aRko1Ix516g

"E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell' epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d' avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d' avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.

"The triangle tingles and the trumpet plays slow"...

Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me..."

Scritto da: Polveredisole24 | 06/07/2010

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